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SPETTACOLI - Il racconto del concerto di Paul McCartney a Glasgow.
Francesca Nicosia è partita dall'Italia per vedere Paul McCartney a Glasgow nel suo "Up And Coming Tour" iniziato il 28 marzo 2010 e che terminerà il 19 agosto 2010 al Consol Energy Center di Pittsburg in Pennsylvania.
RN - Francesca, raccontami del viaggio.
FN - Sono partita da Roma, la mia città. Ho trascorso due giorni a Edimburgo con la mia famiglia, mia nipote ha scattato delle bellissime fotografie e tutti insieme siamo andati a Glasgow. Ma la fan sono io... loro mi vogliono bene e mi accompagnano! Mio marito era con me anche a Dublino domenica 20 dicembre 2009 all'O2 Arena per lo spettacolo di Paul "Good Evening Europe".
RN - Alcuni dettagli prima del tuo racconto e delle tue impressioni.
FN - Domenica 20 giugno 2010 allo Stadio di calcio della Nazionale scozzese "Hampden Park" di Glasgow alle ore 18:30 la serata è iniziata con la cantante scozzese Sharleen Spiteri. Il concerto di Paul è iniziato alle 20:00 in piena luce, a Glasgow in questa stagione fa buio ben dopo le 22:00, ed è terminato alle 23:45.
RN - Eri emozionata nel vedere Paul? Ti ricordava i Beatles? Il tuo racconto.
FN - Un concerto rock nel tardo pomeriggio, che strano, ho pensato: ho avuto la conferma cercando sui siti l’orario d'inizio. Ho visto Paul in concerto altre volte, sempre nell’atmosfera ovattata della sera, della notte, delle stelle: l’atmosfera giusta per sognare. Viaggiavo verso Glasgow incuriosita: cosa ha fatto, che farà per portarci a sognare? Ha iniziato a scaldarci il cuore ancora prima di cominciare. Sui maxi schermi le foto e le immagini dei Beatles, i disegni, le cartoline, i ricordi, le copertine. E 50.000 di noi già su una nuvola, col cuore caldo, la voce allegra, il brivido nell’anima. Lo aspettiamo, aspettiamo il nostro amico di una vita, quello che c’è sempre stato e che noi ancora vogliamo, vogliamo e ancora vogliamo. Si intravede la band: Abe, Brian, Paul “Wix”, Rusty, li conosciamo bene ormai e vedendoli l’emozione è a mille: dov’è il nostro amico? Eccolo, è un ragazzo di 68 anni, magro, capelli lunghi il giusto, la giacca senza collo: sempre lui. Sorride, alza il basso Hofner e subito ci ha tutti in pugno. Inizia il nostro sogno di mezza estate, nella luce del tramonto scozzese. Passano, una ad una , le note che ci appartengono e che hanno segnato la nostra vita. Basta un minimo accordo e tutti siamo sintonizzati, è un attimo e ad ogni pezzo cantiamo, ondeggiamo, lo sguardo fisso su di lui e il pensiero va a quello che siamo stati e che la sua musica ancora ci fa essere: appassionati e felici. Ci emozioniamo al ricordo di John e al tributo per George, ci divertiamo con le vecchie canzoni dei primi anni, ci piace ritrovare i pezzi Wings e gli ultimi lavori di Paul da solo. C’è tutto stasera: il passato, il presente e anche il futuro: il nostro ragazzo non dà proprio l’impressione di voler smettere, se la gode tutta, sa che deve essere tutto per noi e lo fa, semplicemente, senza far pesare il mito.
RN - Dopo questo emozionante e appassionato racconto cosa vuoi ricordare?
FN - "We hope you've really enjoined the show"... i nostri occhi gli rispondono "sì, Paulie, è stato un grande show". I Beatles avevano ragione: alla fine, l’amore che prendi è uguale all’amore che dai. Al prossimo concerto, a qualunque ora: io ci sarò!
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